TECNICHE FOTOGRAFICHE
La Tecnica
Tecnicamente parlando, la fotografia messa in pratica da uno spotter non Ŕ altro che una branca della fotografia sportiva: ci˛ che si vuole immortalare Ŕ un soggetto in rapido movimento, spesso distante dall'osservatore. Il fotografo non ha il tempo necessario per pensare e mettere in pratica uno scatto ragionato, ma deve, in pochi secondi, impugnare la sua reflex, inquadrare e scattare al momento giusto, senza avere una seconda chance: una volta che il soggetto Ŕ passato, o che ha modificato la particolare posizione che si immaginava di immortalare, non si pu˛ far altro che arrendersi. Letteralmente arrendersi.
Dal discorso appena fatto si evincono due aspetti fondamentali della tecnica "sportiva": la necessitÓ di una reflex veloce (che abbia una buona raffica) e di un obiettivo luminoso (ovvero che permetta al fotografo di scattare con tempi sufficientemente rapidi per evitare mosso o micromosso).
Tempo di scatto
Propongo alcuni semplici calcoli matematici: un aereo atterra ad una velocitÓ (relativa al suolo) di circa 130 nodi marini, ovvero circa 240 km/h. Ci˛ significa che in 1 secondo l'aereo percorre circa 65 metri. E' evidente che, ponendo la reflex su di un cavaletto e scattando l'aereo in movimento con un tempo di otturazione di 1 secondo, ci˛ che otterremmo sarebbe una scia confusa e niente pi¨. Accorciando il tempo di scatto Ŕ possibile ottenere risultati pi¨ soddisfacenti. Ci˛ di cui vi Ŕ bisogno Ŕ un tempo di otturazione in grado di "congelare" il movimento dell'aereo. Un tempo del genere sarebbe immaginario, perchŔ servirebbe un tempo nullo (o tendente a zero) per congelare un movimento. Per fortuna, essendo l'aereo sufficientemente distante dal nostro punto di osservazione, uno spostamento di pochi centimetri equivarrebbe ad uno spostamento infinitesimo, non rilevabile dall'occhio umano (tantomeno da un sensore digitale). Un tempo di scatto di 1/800 sec permette con buona approssimazione di congelare il movimento di un aereo (che in quel lasso di tempo percorre circa 8 cm, distanza non percepibile da decine di metri di distanza). Questo discorso Ŕ valido con la reflex saldamente appoggiata ad un cavalletto. Ma se noi la tenessimo in mano? Entrerebbero in gioco ulteriori variabili non trascurabili. E', in primis, doveroso considerare il tremolio naturale del braccio umano. Una regola empirica piuttosto efficace recita: il tempo di sicurezza per evitare effetti di mosso o micromosso equivale ad 1 / focale dell'obiettivo. Questa regola ci permette, nel 99% dei casi, di bypassare il problema del tremolio utilizzando un tempo di scatto adeguato. Al dunque, utilizzando tempi pi¨ brevi del tempo di sicurezza non si dovrebbero avere problemi di mosso. Il segreto, in realtÓ, Ŕ seguire il movimento dell'aereo il pi¨ fedelmente possibile. E' questo che assicura la riuscita della foto, persino a tempi inferiori ai tempi di sicurezza, perchŔ la velocitÓ relativa dell'aereo rispetto al sensore della reflex andrebbe ad annullarsi. Ragionando al contrario, se noi facessimo un movimento opposto a quello dell'aereo, la foto riuscirebbe male probabilmente anche scattando sotto i tempi di sicurezza. Questo perchŔ la velocitÓ dell'aereo relativa al sensore della reflex diverrebbe la somma della velocitÓ dell'aereo e della velocitÓ del nostro movimento. In tal caso, dunque, anche 1/800 sec rischierebbe di non essere sufficiente. Che tipo di obiettivo garantisce tempi di scatto brevi? Tutti gli obiettivi garantiscono tempi brevi, un obiettivo luminoso Ŕ utile quando la luce scarseggia.
ModalitÓ di scatto
Non esiste una modalitÓ di scatto corretta, tutte le modalitÓ di scatto sono possibili da mettere in pratica, anche con successo. Ogni fotografo scatta con la modalitÓ che lui ritiene pi¨ comoda o conveniente. Molti spotter, in ogni caso, convengono sul fatto di utilizzare, generalmente, la modalitÓ "PrioritÓ di diaframma" (Av). PerchŔ? Ragioniamo per esclusione: le modalitÓ possibili sono "Av" , "Tv" , M, P. Tralasciamo la P, modalitÓ automatica di poca soddisfazione e soprattutto fuori dal controllo del fotografo. La modalitÓ M Ŕ completamente manuale. Ci˛ va a sfavore dello spotter perchŔ, nel passarci davanti, l'aereo subisce differenti illuminazioni da parte della fonte di luce, e le subisce con un'alernanza veloce e incontrollabile. Sarebbe impossibile esporre correttamente l'aereo istante per istante durante tutto il suo passaggio. Ci sono, comunque, delle condizioni particolari che lo permettono e l'esposizione manuale consente di avere un controllo totale sui parametri fondamentali dello scatto. La modalitÓ "Tv" (su Nikon Ŕ S) permette di fissare un tempo di scatto e far variare, in funzione di esso, l'apertura del diaframma per una corretta esposizione. Dopo aver letto il passo precedente, sembrerebbe la scelta pi¨ ovvia e corretta: impostiamo un tempo di scatto di sicurezza e non avremo problemi di mosso. Fila tutto liscio. Tranne che l'impossibilitÓ di avere un controllo diretto sull'apertura del diaframma. Questo controllo Ŕ necessario per la riuscita di uno scatto. Scattando in Tv siamo sicuri che non avremo del mosso, ma potremo ottenere diaframmi poco consoni con la situazione che stiamo fotografando. Se, ad esempio, l'aereo Ŕ fotografato di tre quarti ed il diaframma viene automaticamente impostato ad apertura massima, una parte del soggetto tenderÓ al fuori fuoco (diaframma aperto = ridotta profonditÓ di campo), per non considerare il fatto che un diaframma ad apertura massima sforna foto soft. Questo, in realta' e' vero con quasi tutti gli obiettivi che sono progettati per avere la massima nitidezza intorno a f8 f11, un p˛ meno vero per i lunghi tele professionali che sono progettati per avere una resa quasi costante e comunque anche a diaframmi molto aperti, situazione comune a chi fotografa con lunghi tele. E' indispensabile, dunque, avere un controllo diretto sui diaframmi ed un controllo passivo sui tempi di scatto. Questo Ŕ ci˛ che propone la modalitÓ Av. Il fotografo sceglie il diaframma in base alla situazione che vuole immortalare, tenendo sempre conto del tempo di scatto che questo diaframma fornisce. Un diaframma viene scelto seguendo alcuni ragionamenti: Situazione che si vuole fotografare: se l'aereo non Ŕ di profilo Ŕ meglio chiudere il diaframma, per evitare zone di messa a fuoco troppo sottili. Il conseguente tempo di scatto che l'apertura scelta fornisce. E' bene non scendere troppo al di sotto dei tempi di sicurezza, a meno che non si abbia una mano precisa in grado di seguire il soggetto. Questo Ŕ il passo pi¨ interessante: se si Ŕ consci di avere una mano poco tremolante e di essere in grado di seguire il soggetto fedelmente, il Tempo di scatto diviene un aspetto trascurabile (a patto di non scattare con tempi "impossibili", ovvero pi¨ lunghi di 1/30 di secondo) La luce: se si Ŕ in pieno giorno, in condizioni di ottima illuminazione, si tende a chiudere il diaframma: si ottiene una foto migliore qualitativamente e non si rischia sui tempi di scatto. In condizioni peggiori, si tende ad aprire. E' bene non utilizzare mai l'apertura massima. E' preferibile incrementare gli ISO (anche se subentra il problema della rumorosita' della foto) e chiudere il diaframma di almeno uno stop rispetto alla massima apertura.
Panning
Il panning Ŕ una tecnica diffusa e, soprattutto, molto ad effetto. Il principio del panning si basa sul discorso delle velocitÓ relative tra reflex e soggetto. Se, ipoteticamente, il fotografo riuscisse a seguire perfettamente il soggetto, la velocitÓ relativa tra la reflex e il soggetto sarebbe nulla, mentre quella tra reflex e paesaggio sarebbe (approssimatamente) quella dell'aereo sommata alla velocitÓ angolare della reflex. Questo significa che, con tempi di scatto non troppo brevi (anzi, direi lunghi), il soggetto rimarrebbe dettagliato e stampato sul sensore, mentre il paesaggio diventerebbe un qualcosa di indecifrato somigliante ad una scia colorata. L'effetto di uno scatto in panning Ŕ impareggiabile, quanto impareggiabile Ŕ la difficoltÓ di esecuzione. Il fotografo deve seguire il soggetto senza permettersi sbagli o tremolii. Per questo si affida alla raffica: su sei/sette foto in raffica, si spera che almeno una abbia centrato l'obiettivo, ovvero sia stata scattata nel momento esatto di velocitÓ coincidenti tra reflex e soggetto. La modalitÓ consigliata per il panning Ŕ la prioritÓ di tempi. Qui i diaframmi non contano: per mantenere tempi dell'ordine di 1/60 di secondo serviranno diaframmi molto chiusi, quindi non ci sarebbe differenza tra (ad esempio) f/20 e f/32. E, soprattutto, qui il tempo di scatto Ŕ vincolante, ed Ŕ il parametro che interessa mantenere fisso.
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