A380 A ROMA

Il 6 Giugno 2011 è atterrato per la prima volta all'Aeroporto Internazionale "Leonardo da Vinci" di Fiumicino un Airbus A380, il gigante dei cieli. L'evento è storico. Non solo perché è il primo volo di un A380 con passeggeri paganti a bordo ad arrivare in Italia (l'altro è arrivato a Malpensa a luglio dello scorso anno con il solo equipaggio), ma perché celebra i 50 anni di storia dell'aereoporto della capitale, nell'anno del 150° anniversario dell'unità d'Italia. A testimoniare l'occasione particolare, un enorme sticker blu sulla fiancata sinistra dell'aereo. 

Ad aspettarlo c'erano non solo gli addetti ai lavori, le autorità, i giornalisti e i fotografi ma anche molti appassionati di aviazione. Alla cerimonia ufficiale ha assistito anche una piccola delegazione della nostra Associazione, a cui ADR ha consentito di partecipare. Ad assistere all'evento anche decine e decine di fan e spotters assiepati ai bordi del sedime aeroportuale per immortalare il momento tanto atteso.

A portare a Roma per la prima volta il quadrimotore è stata la Emirates, blasonata compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, nota per la sua qualità, più volte vincitrice del trofeo di migliore compagnia aerea. Non poteva che essere lei visto che la Emirates è stata la prima a richiedere l'A380. Il volo EK97, partito sei ore prima da Dubai, è atterrato a Fiumicino alle 13,18, con solo 3 minuti di ritardo rispetto allo schedulato. L'aeromobile scelto per arrivare nella Capitale è stato un A380-861, con registrazione A6-EDJ, in forza alla compagnia araba da circa un anno. A portarlo giù è stato scelto (evidentemente non a caso) un primo ufficiale Nicola Coviello, ex Alitalia, ora in attività con Emirates. 

A dare il benvenuto all'A380, nel piazzale antistante al rinnovato finger del Terminal 5, il consueto "tunnel d'acqua" per opera dei VV.FF., che con i potenti getti dei propri automezzi hanno sfidato il vento per formare l’arco d'acqua sotto il quale è passato il gigante dei cieli. Tradizione questa che si rinnova in tutti gli aeroporti del mondo per battezzare l'arrivo di nuovi aerei o nuove compagnie.
L'attracco al nuovo finger, ristrutturato per adeguarsi ai due ponti dell'A380, è stato effettuato agevolmente e altrettanto rapidamente sono sbarcati i 489 passeggeri. E si perché il vero plus dell'ultimo nato in casa Airbus è proprio l'inusuale capienza della propria carlinga. Divisa in due piani: lower deck che ospita la classe economica (che nulla ha da invidiare alla classi superiori degli aerei tradizionali) e upper deck in cui siedono i privilegiati passeggeri della classe business e della prima classe. E che first class! Ognuno dei 23 facoltosi passeggeri viaggia in una propria mini suite, in condizioni lussuose e comodissime, addirittura con un bagno spazioso (ma in comune) con box doccia. L'A380 è alto più di 24 metri, lungo quasi 73 e ha un’apertura alare di quasi 80 metri.

Nel Terminal 5, proprio sopra il doppio finger a cui era attaccato il gigante dei cieli, si è svolta la presentazione ufficiale dell'evento, alla presenza di rappresentanti di alto livello della compagnia Emirates, della società Aeroporti di Roma, dell'ENAV e della Città di Fiumicino. Nel corso della presentazione si è appreso che il primo viaggio dell'A380 a Roma rimarrà ancora per un pò il primo e l'unico, ma nei piani della compagnia araba, e nelle speranze di ADR, vi è l'inserimento dell'A380 sulla tratta Dubai - Roma per due volte a settimana. Presto quindi ci abitueremo a vedere il gigante atterrare a FCO sull'asfalto della pista 16R. 

Dopo la cerimonia, gli ospiti, i giornalisti e i fotografi presenti sono stati invitati, a turno, per vedere con i propri occhi e a toccare con mano la comodità e il lusso dell'A380. Il tour per i due ponti ha meritato veramente l'attesa. Comodità e confort, uniti a tecnologia: questo il binomio vincente del gigante dei cieli. Alcuni dettagli, come l’oro e la radica scelti da Emirates per le suites di prima classe appaiono eccessivi agli occhi di noi occidentali.

Il cuore della tecnologia dell'A380 è senza dubbio il cockpit, che ospita comandante e primo ufficiale. Lo spazio in cabina di pilotaggio sembra un pò sacrificato, soprattutto se confrontato con gli ampi spazi della cabina passeggeri. Come quello dei suoi fratelli minori, anche l'A380 è sprovvisto di cloche, sostituite da piccoli joystick laterali per i piccoli ritocchi di rotta. E si perché il vero pilota è il computer di bordo che effettua tutte le manovre necessarie al volo. I piloti hanno il compito, non meno privo di rischi o di complessità, di programmare adeguatamente il volo. Non è un caso che a posto delle tradizionali cloche spuntano due tastiere del PC!

Dopo quattro ore, con un piccolo ritardo rispetto al programma, dovuto probabilmente ai festeggiamenti, il gigante è tornato a casa, con il volo EK98. Vederlo librare in decollo sulla 16R con la stessa grazia e leggiadria di un piccolo aereo di linea, fa senza dubbio effetto. Sorprende vederlo salire in alto senza alcuno sforzo apparente e diventare sempre più piccolo. 

Non c'è che dire, un bell'incontro con il gigante. E allora torna presto ... RSC ti aspetta di nuovo nel nostro aeroporto!

 

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