SPOTTING A MXP
Si narra di Re Mida, personaggio della mitologia greca che ebbe in dono la capacità di trasformare in oro ogni cosa egli toccasse. Nessuno, nell'antica Grecia, immaginava un personaggio che fosse in grado di trasformare le nubi in sole, in aria chiara e trasparente. Quel personaggio, oggi, ci sarebbe tornato utile.

A dir la verità, alle ore 6 di mattina, sarebbe servito a tutti un qualcosa che ci svegliasse dal torpore sonnolento di una mattina d'inverno. A volte il cappuccino del bar al Terminal 2 (le lettere non andavano più bene, siamo passati ai numeri) non basta. Nonostante il palese ritardo, ci avviamo ai controlli lentamente. Chi siamo? Alessandro, Federico, Fabio (il nostro presidente) ed io, Riccardo. Quattro spotter in cerca d'avventura. A volte, basta poco per far aumentare la pressione arteriosa e far prendere un pò di colorito: la vista del piazzale (anche se desolante) sveglia tutti. Federico comincia a fare calcoli mentali sulle probablità effettive di vedere I-DISU (in new colour scheme) al satellite, Fabio monta l'obiettivo corto sulla sua D90, in cerca di fortuna, Alessandro tenta di capire il numero MSN di quell'Airbus 320 parcheggiato in lontananza, di cui non riesce a leggere neanche la registrazione. Pare EI-DTD. Io mi imbarco su G-EZAI, Airbus 319 di Easyjet, parcheggiato ai remoti alla luce di un fioco lampione. Ovviamente gli altri si imbarcano con me...I-DISU non c'era, i riflessi sul finestrino del 319 vanificano ogni tentativo di foto, il 320 non era EI-DTD.

Sul volo 902 siamo in 26. Pochi minuti e siamo allineati alla 25, ready for take-off. In breve tempo siamo sopra lo spesso strato di nubi e il sole comincia a fare capolino. L'alba è un evento sempre indimenticabile. Come paparazzi, tutta la truppa comincia a mitragliare il povero sole da tutte le angolazioni, cambiando posto, fila, finestrino e svegliando i 22 dormienti passeggeri che subiscono senza fiatare. Dopo una mezzora abbondante di chiacchiere si rientra nelle nubi e, senza quasi accorgersene, si tocca la 35R di Malpensa. Qui, il sole tanto fotografato, sembra non essere mai sorto. Il cielo è di un grigio uniforme tipico delle pianure del nord. Inaspettatamente, si vede il monte Rosa. Grigio come il cielo.

Si viene e si va, canta Ligabue. Lo ribadisce un sms della banca di Fabio, appena messa in moto la Punto affittata: l'agenzia di noleggio si prende 310 euro di cauzione (dovessimo rompergli quel gioiellino). Seguiamo l'auto di uno spotter locale che ci guida allo spotting point principale di Malpensa, mentre ci rendiamo conto della grandezza dell'aeroporto che, sicuramente, ha avuto momenti migliori.

Alle 8.40 siamo allo spotting point, accolti da altri spotter locali giunti per l'evento. Montiamo i nostri obiettivi e, reflex in spalla, scaliamo la piccola collinetta di Ferno che ci garantisce una vista ottimale sulla Touch-Down Zone della pista 35R, con l'aeroporto e le montagne sullo sfondo. Nelle giornate limpide deve essere uno spettacolo (è il nostro pensiero costante). Il traffico è mediocre, pochi e monotoni movimenti. Il divertimento, incredibilmente, lo crea il meteo: i tempi di scatto sono lunghissimi, il panning è obbligato se si aspira alla qualità. Io e Fabio ci dedichiamo alla ricerca del settaggio perfetto. Optiamo per f/6.3, 1/100 di secondo ed ISO 200.

La luce (assente) è costante, il settaggio andrà bene praticamente per tutta la giornata. Il silenzio è rotto dall'arrivo del 340-500 TAM, per il resto solo tanti "piccoli" di casa Airbus (per la gioia di Alessandro). Gli spotter cominciano a dislocarsi su tutto il territorio: c'è chi resta sulla collinetta, chi corre in testata pista 35L (nel frattempo diventata pista in uso per gli atterraggi) in attesa di un fantomatico md11 World Cargo (poi arrivato nel tardo pomeriggio), chi si apposta su uno scivolo (dove, si narra, un famoso spotter milanese spodestò un pargolo giuocante per fotografare la sua preda). Rintronati dal monopolio Easyjet, ci spostiamo in testata anche noi,dovesse arrivare quell'eleven! La mossa è azzardata e si rivela sbagliata. Gli spotter locali ci intrattengono, ma il traffico un pò meno. L'unico traffico interessante (Ethiad) ci dribbla utilizzando un raccordo nascosto dagli alberi. Per fortuna che l'addetto radio (molto simpatico) segnala (per sbaglio o volutamente?) compagnie fantastiche in frequenza (abbiamo sentito parlare di Cathay Pacific, Ethiad, Thai....), rivelatisi poi normali Easyjet o Lufthansa. Il divertimento, qui, è salutare i cockpit crew degli aerei in taxi sul raccordo a manico d'ombrello. Ricambiano tutti, o quasi (il First Officer del 767 Delta, al nostro saluto, ricambia con uno sguardo interrogativo...). Ricambia anche la pattuglia della polizia che, verso le 13 ci obbliga a "levare le tende".

L'erba del vicino è sempre più verde, come la scritta "Italia" del 747 Cargolux che decolla per 35R. Per l'evento, il nostro gruppo si disloca in postazioni diverse nella lunghezza di 1 chilometro, per ottenere tra noi foto diverse. E', sicuramente, il traffico migliore della giornata (i locali non ne possono più di vederlo). Grazie all'enorme mole di foto scattate a tale aeromobile, ognuno di noi ha almeno una foto con le beacon lights accese. Decollano, in successione, un 77W Singapore, un 320 MEA e un 321 Aeroflot.

Comincia a piovere acqua e traffici: l'arrivo della nebbia è accompagnato dall'arrivo di un 747 Korean Air Cargo, un 747 Cathay Pacific Cargo, un 747 NCA e un md11 World Cargo. Naturalmente sulla pista lontana. Giunge il momento di salutare il perimetro di Malpensa e di dare il benvenuto alla mensa dell'aeroporto! Alessandro e il presidente pasteggiano con pipe al gratè e arista con fagiolini. Il tutto accompagnato da un calice di coca cola del 2004. I commenti sul pranzo sono molto positivi: si spiega così la presenza indoor (!) dell'unico albero verde della zona.

Sono le 15, diluvia, la visibilità non supera i 500 metri. Il volo è alle 19. Che facciamo? Scaltri, pensiamo e otteniamo lo spostamento sul volo precedente, quello delle 17:20. Soliti controlli e solito piazzale in vista. Con nebbia. il 747 NCA decolla per 17R, in un vortice d'acqua. Gli aerei che decollano per 35R (pista in uso) si sentono ma non si vedono. Non resta che sederci sulle poltrone del terminal, quelle fronte piazzale, ad ammirare il proprio riflesso (e ad apprendere da una telefonata lo scoop di un noto spotter romano che ha appena immortalato I-DISU).

La stanchezza di una lunga giornata porta il gruppo sulla via delle pazze risate e delle foto simpatiche (notare Alessandro e la sua carta d'imbarco). Alle 17 ci imbarchiamo su G-EZHM. Volo discretamente pieno (direi sul 80%). Il volo avviene nell'oscurità notturna. C'è chi cede agli inviti di Morfeo e chi si diverte come un bambino a leggere i dati del GPS del palmare. Ridendo e scherzando (come direbbe qualcuno," volo uneventful"), tocchiamo la 16L di Fiumicino.

Lasciamo scendere i passeggeri e facciamo l'immancabile visita al cockpit. Domanda d'obbligo è il MSN number del 319, risposta scioccante (per Alessandro) è il "non lo so" del cordiale primo ufficiale EZY, che per la foto aziona il Digital Lights Test, illuminando in stile albero di natale (è anche il periodo giusto) il cockpit. Sbarchiamo carpendo telepaticamente le maledizioni degli altri passeggeri in attesa sul bus.
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